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6 Giu 2008
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Il linguaggio della salute
Il linguaggio della salute
Alessandro Lucchini
Sperling & Kupfer

Partecipazione umana e comunicazione giusta sono già una medicina per chi è malato: un libro per chi cura e per chi ha bisogno di cure, per evitare malintesi e ridare speranze.

Il dialogo tra medico e paziente è forse, tra tutti, il più complicato e il problema non è solo nelle "parole difficili" A volte manca il tempo per spiegare, oppure il malato, fino in fondo, non vuole sapere. Spesso è il medico che non fa molto per essere chiaro: desterebbe troppi guai, dubbi, domande assillanti. Per non parlare del lato emotivo: lasciarsi coinvolgere, condividere, cercare le parole giuste, diverse a seconda del paziente... La consapevolezza del linguaggio può fornire tecniche e strumenti che aiutano da un lato i medici, attuali e futuri, e gli altri operatori della sanità, dall’altro i pazienti e i loro famigliari, a comunicare meglio tra loro, e quindi a percorrere insieme il cammino verso la salute

Infatti il libro è pensato per diversi lettori.
Medici, psicoterapeuti, infermieri, professionisti sanitari e amministrativi operanti nel pubblico e nel privato: più di un milione di persone. Per loro potrà essere un aiuto a costruire relazioni più proficue con i loro interlocutori, non solo nei contesti critici (relazioni a congressi, pubblicazioni scientifiche, referti, lettere a colleghi), ma anche negli scambi quotidiani.
Studenti delle facoltà di medicina e delle scienze mediche in generale: circa 190mila persone. Per loro potrà essere un’occasione per coltivare, fin dall’inizio dei loro studi, un maggior interesse umano, oltre a quello clinico, verso i destinatari dei loro studi.
Professionisti che operano nell’industria farmaceutica e negli altri settori legati alla sanità: potranno trarne suggerimenti per salvaguardare le motivazioni etiche e “di servizio” della loro comunicazione, pur in una legittima visione “di profitto”.
Formatori, giornalisti e divulgatori di scienza, comunicatori e studiosi del linguaggio, che potranno apprezzare lo sforzo di concretezza nelle tecniche presentate come nelle esemplificazioni.
E sono altre centinaia di migliaia di persone.
E poi, tantissimi altri esseri umani che stanno attraversando periodi di malattia o che sono interessati a come possono superare quei periodi, anche con il supporto di una comunicazione più efficace. Persone che, sempre più critiche ed esigenti, vogliono partecipare attivamente alle decisioni sulla propria salute, vogliono essere informate, consultano internet, cominciano a scegliere gli ospedali in base alle specializzazioni. E sono davvero tante: negli ospedali italiani transitano ogni anno 21 milioni di persone - di cui 10 milioni malati lievi, 2 milioni malati gravi e 9 milioni visitatori e accompagnatori - tutte più o meno esposte a discorsi, avvisi, manifesti, referti, moduli e testi vari di difficile comprensione. Si considerino poi gli studi medici privati, le farmacie e gli altri luoghi in cui si concentrano le persone alle prese con disturbi di varia natura. Se sommiamo queste cifre abbiamo un’idea della portata sociale della comunicazione legata alla salute, e quindi della rilevanza di una riflessione sulle sue opportunità di miglioramento
 
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postato da  Claudio Maffei alle  10:14 | commenti presenti [2]


COMMENTO BLOG


postato da   Barbara  [ http://barbara-ilblogdibarbara.blogspot.com ] 7 Giu 2008 alle 11:59
E'senz'altro uno studio interessante. Credo che sia fondamentale proprio per gli studenti di medicina e per coloro che già si dedicano a questa nobile professione, che secondo me dovrebbe essere piuttosto una missione. Il dialogo e il confronto tra medico e paziente è fondamentale per la gestione della malattia.Secondo me il medico dovrebbe sviluppare maggiormente la sua percezione comunicativa, a cominciare dall'empatia.
Saluti
Barbara
 




postato da   Iris  [ http://musicaepoesia39.spaces.live.com ] 8 Giu 2008 alle 21:53
E di fondamentale importanza, il rapporto tra medico e paziente.
innanzitutto, la chiarezza, e semplicità di parole.Inoltre
la cura non e solo farmacologica, ma anche comunicare attraverso l empatia
può essere d aiuto ....moltissimo.


un cordiale saluto da Iris.
 




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