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19 Ott 2008
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Apparenti gaffes...per non apparenti verità
Una frase od una parola detta in modo erroneo od in un contesto sbagliato.
Si può estendere anche ad un gesto….
Ho avuto il piacere di assistere una persona nel momento della sua morte, direi di accompagnarla in quel trapasso, a volte pieno di aspettative per chi crede, a volte pieno di niente.
Mi disse “si ricorda Dottore quella volta del vestito”
Io le tenevo la mano.
Certo che mi ricordavo…..
Era una bella ed esclusiva festa, in cui mi sentivo come sempre a disagio.
La riconobbi quella signora, che veniva verso di me dal fondo della sala, in compagnia di un uomo più giovane di lei, che la inebriava. Quel luogo stesso la emancipava perché era un luogo che era al di sopra della sua solita vita. Aveva un abito bianco attillato lungo fino ai piedi. Non poteva evitarmi.
Io camminavo tenendo tra le mani un grosso calice di vino merlot, pieno quasi all’orlo, di un liquido rosso vivo, un arma da guerra micidiale.
Conoscendo la mia proverbiale distrazione, quando fu a pochi metri da me mi disse “dottore faccia attenzione con quel bicchiere!”
C’era confusione nella sala, l’orchestra suonava, io non capivo, mi avvicinai a lei “cosa mi sta dicendo?” facendo questo mi chinai in avanti la mia mano si piegò anche essa e le rovesciai l’intero calice addosso.
Quel bell’abito bianco grondava di vino, lei immobile al centro della sala, tra i risolini e i commenti intorno. Il suo viso era più rosso del vino e sprizzava scintille d’odio.
Credo che quella serata fosse stata piena di aspettative per lei, e che quello fosse l’unico abito che avesse adatto alla serata, e credo che per lei comunque la serata finì lì.
Stava morendo, ora, mi disse “ le voglio bene, Dottore, ma non la perdonerò mai”
Vi possono anche essere delle gaffes “apparenti” nel senso che siano volutamente dette o inconsciamente dette , ma che sortiscono un effetto positivo….
I paradossi….
Contraddizioni logiche su due contesti diversi, spesso uno emozionale e l’altro razionale.
Famosa quella “se ti ammazzi ancora ti mando al ricovero” da me formulata e poi ripresa nelle lezioni della Società Medica Italiana di Ipnosi e Psicoterapia dal Dott Riccardo Arone di Bertolino.
Erickson diceva “fai deragliare i pensieri”
Bandler e Grinder dicevano “ad un catatonico saltategli sul piede”
Interrompendo il ciclo dei suoi discorsi o delle sue assenze.
Si potrebbe valutare la frase in un altro contesto della comunicazione, quello del cambiamento di canale sensoriale della comunicazione.
Erickson interruppe il suo professore buttandogli lì una frase che non c’entrava niente “ neanche a me piace la neve….e poi non esiste un fiocco di neve uguale ad un altro”
Erickson in un’altra occasione affidò ad uno studente-paziente il compito di valutare le diverse tonalità di verde che avevano le piante del suo giardino, per spingerlo a valutare i diversi punti di vista sulle cose.
Lo studente scoprì che non esiste pianta che abbia la stessa tonalità di verde di un’altra.
Apparenti gaffes…per non apparenti verità….
Liberamente tratto da Gilberto Gamberini

 
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postato da  Claudio Maffei alle  15:45 | commenti presenti [0]


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