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21 Ott 2010
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I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero
I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha generati: Albert Einstein

Ogni volta che sentiamo il desiderio di fare o ottenere qualcosa che sappiamo essere giusto e migliore per noi e, contemporaneamente un'altra nostra parte interviene limitando questo nostro desiderio che ci spinge verso qualcosa, ecco che ci troviamo nel bel mezzo di un conflitto interno: lo scontro tra la nostra parte che ci spinge a elevarci e quella che tende a non farci ottenere ciò che desideriamo ed è meglio per noi e per la nostra felicità. E bene sapere che sono quattro gli elementi che generano i nostri conflitti interni:
Convinzioni limitanti, ossia permettiamo alle nostre convinzioni di condizionare le nostre scelte dicendoci ciò che si può/non si può, si deve/non si deve, è giusto/sbagliato fare. La mente inizia così a limitare le nostre aspirazioni e a creare dubbi, grandi generatori di conflitti.
Abitudini comportamentali, ossia privilegiare il "come ho sempre fatto" rispetto al "come vorrei fare". Frenando il coraggio e la forza di cambiare.
Esperienze negative o traumatiche. Le esperienze che ci hanno provocato dolore vengono registrate dall'inconscio e possono trasformarsi in vere e proprie ancore che andranno a creare meccanismi di reazione automatici i quali, sebbene indesiderati, influenzeranno la nostra capacità di azione. Quindi potremmo voler fare una certa cosa, ma non riuscire perchè emotivamente e fisicamente ci blocchiamo a causa di queste neuroassociazioni negative.
Pensieri dicotomici. La nostra mente crea spesso delle dicotomie, contrapponendo il bianco al nero senza tener conto di tutte le sfumature di grigio che stanno tra i due. Una scelta, quando è tra due sole opzioni e quindi, inevitabilmente, decidere per una equivale a rinunciare all'altra, si tramuta in un dilemma.
(una scelta è veramente tale quando ci sono almeno tre opzioni. E, se la cerchi bene, la terza opzione la trovi sempre!)
Quando diamo spazio a uno o più di questi elementi, iniziamo a dare il via ai nostri conflitti interni, a quella sgradevole sensazione di una parte di noi che vuole andare in una direzione e un'altra che spinge in direzione opposta. Sensazione che spesso finiamo per somatizzare: generalmente è colpita la zona del diaframma, che si contrae generando dolori all'addome e alla schiena e, soprattutto, limitando la respirazione che diventa via via sempre meno profonda, nel tentativo appunto di bloccare le tensioni interne accumulate, frustrando le relazioni e le emozioni.
(Nelle discipline che insegnano a utilizzare tecniche di respirazione per gestire meglio le proprie emozioni e il rapporto con se stessi si dice spesso che il respiro rappresenta l'espansione dell'anima: più si amplifica il respiro più l'anima si espande e si rinforza, mentre la contrazione dei polmoni rappresenta la paura.)

Come uscire dai conflitti interni?
Come fare per ascoltare veramente il cuore e muoverci in direzione di ciò che è meglio per noi? Uno dei più grandi geni della storia, Albert Einstein, disse: "I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di pensiero che li ha generati"
Ossia se abbiamo un problema del quale non riusciamo a trovare la soluzione, continuare a utilizzare gli stessi schemi di pensiero che si sono rilevati insufficienti a questo scopo, non potrà mai sbloccare la situazione. Per uscire dal problema è necessario vedere qualcosa che ancora non abbiamo esplorato, evolvendo il nostro pensiero da un livello nel quale non è in grado di risolvere il problema a uno più alto nel quale è in grado di comprenderne la soluzione. Se vogliamo uscire da un conflitto interno dobbiamo spostare il nostro punto di vista a un livello di pensiero più alto, pensare cioè come penseremmo se quel problema non fosse per noi tale, se avessimo la mentalità, le convinzioni, la consapevolezza di chi non vivrebbe mai, in nessun modo, quel tipo di conflitto. Quello che Einstein ci suggerisce è di spostare il focus e per farlo possiamo aiutarci attraverso le domande. Una buona domanda che sposti il nostro focus efficacemente, permettendoci di uscire da un conflitto interno osservandolo da un livello di pensiero diverso da quello che ha generato il problema, potrebbe essere: "Se fossi un individuo più evoluto, a un livello di pensiero più alto, senza le mie attuali paure e limitazioni. cosa farei in questa situazione"? Cosa riterrei più giusto fare per me adesso?"
L'efficacia di questa domanda è straordinaria!
(Ricorda che non sempre ciò che è più giusto corrisponde a ciò che è più piacevole a breve termine, ma è sempre la scelta migliore per noi sul lungo termine

Roberto Re
 
Generale
postato da  Claudio Maffei alle  10:33 | commenti presenti [0]


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