Home | Site map | Contatti  
PENSIERI, PAROLE, STATI D'ANIMO.
Il nuovo libro di Claudio Maffei.
Home Page Claudio Maffei Comuniconline.it Staicomevuoi.it
  Sei in: Home

Relazioni Virtuose


CATEGORIE
 
Generale [ 331 ]


ULTIMI BLOG
 
 




yyARCHIVIO BLOG
 
Archivio completo
 


CERCA
 


ULTIMI COMMENTI
 
Un commento lucido
di : claudio maffei
Un commento lucido
di : Davide De Fabritiis
Diverso da chi
di : iris
Bella la vita!
di : Iris


11 Feb 2012
Versione stampabile  | 
Non usa mai il congiuntivo. Devo insistere o lascio correre?
Da un bel po' di tempo, il congiuntivo è quasi sempre sostituito dall'indicativo e il condizionale è fantasma. Per capire l'importanza di questi modi verbali bisogna ricordare che ognuno nasce da un'immagine della mente, e ne suscita una. Il congiuntivo indica una possibilità: usarlo (bene) vuole dire distinguere tra ipotesi e realtà, fantasia e concretezza. Con esso si dà forma a emozioni che colorano il pensiero, il modo di comprendere e inventare la realtà. Senza il congiuntivo, ci si limita a un «reale» perlopiù contemporaneo, ma anche futuro, come se il futuro non avesse sorprese, fosse solo un presente un po' più in là. «Sono contenta che tu sia qui». Ci sei e sono contenta. Avresti potuto non esserci. Tu o il destino avete scelto che tu sia qui. «Sono contenta che sei qui»: ci sei, e basta. Quanto al condizionale, indica un evento che può succedere soltanto se si verifichino determinate condizioni. Possederlo significa avere introiettato la relazione causa-effetto: «Se passassi l'esame, andrei in vacanza». È tutto sospeso all'incerto del passar l'esame. «Andrò se passerò l'esame»: è lo stesso concetto, ma appiattito. Manca il dubbio, l'ansia. La struttura profonda del linguaggio, logica e astratta, s'impoverisce a favore dell'esperienza diretta. Sostituito dall'indicativo sta sparendo anche il passato remoto, che indica avvenimenti compiuti, lontani nel tempo. È il fondamento della storia; la sua assenza attualizza tutto, togliendo la prospettiva temporale, rendendo difficile la comprensione delle cause. L'indicativo è più coinvolgente, perché attualizza, ma distoglie dall'esame obiettivo, dalla riflessione emotivamente distaccata. Anche l'uso dei sinonimi è sempre più limitato. Peccato, perché usare le gradazioni dei vocaboli vuole dire esprimere bene, senza ferire la fantasia, quell'antidoto alla noia che si nutre delle differenze.
Federica Mormando, psicoterapeuta
 
Generale
postato da  Claudio Maffei alle  12:50 | commenti presenti [0]


COMMENTO BLOG


AGGIUNGI COMMENTO
(*) campi obbligatori
autore (*) :
indirizzo email :
url :
 
  grassetto corsivo sottolineato inserisci link inserisci collegamento email centra elenco non ordinato elenco ordinato inserisci immagine testo quotato emoticon smile
 
commento (*) :

html code

ubb code

caratteri massimi : 1000

+
- +
-
caratteri rimanenti :
Ricordati di me :
Codice di verifica:

Per inserire il commento devi digitare le lettere e numeri riportati nell'immagine, rispettando i caratteri maiuscoli/minuscoli.
 
 
 


 Stampa questa pagina
 
 © Comuniconline.it - Web Project Graffiti 2000