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29 Ott 2013
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Conoscete i vicini di casa e non sprecate il cibo
Papa Francesco festeggia il suo gregge elettronico, che ha raggiunto 10 milioni di pecorelle. La
somma dei follower nelle varie lingue ha infatti superato quella cifra, e ieri mattina il Pontefice l’ha
annunciato. Non l’ha fatto con un’enciclica, ovviamente, ma con un tweet. Lo stesso in tutte le
lingue, compreso il latino: «Fautores dilecti, centies centum milium numerum vobis
praetergredientibus ex animo gratis ago vosque precor ut pro me orare pergat ». Traduzione: «Cari
Follower ho saputo che siete più di 10 milioni ormai! Vi ringrazio di cuore e vi chiedo di continuare
a pregare per me».
Papa Francesco comunica. Non perché usa Twitter, ma per come lo usa, e per quello che dice.
Consapevole di non avere a disposizione un pulpito, un sagrato o un’aula, ma solo 140 caratteri,
sceglie la brevità, consapevole che lo sforzo della sintesi è un regalo che facciamo a chi legge e chi
ascolta: ce ne sarà riconoscente.
Qualche esempio? «La cultura dello scarto produce molti frutti amari, dallo spreco di alimenti
all’isolamento di tanti anziani» (25 ottobre). «Abbi pietà Signore! Tante volte siamo accecati dalla
nostra vita comoda e non vediamo quelli che muoiono vicino a noi. #Lampedusa» (12 ottobre).
«Cercare la propria felicità nell’avere cose materiali è un modo sicuro per non essere felici» (15
settembre). «A volte si può vivere senza conoscere i vicini di casa: questo non è vivere da cristiani»
(14 settembre). «Non esiste un Cristianesimo “low cost”. Seguire Gesù vuol dire andare contro
corrente, rinunciando al male e all’egoismo» (5 settembre).
Si può fare la differenza con un tweet? Certo: «Mai più la guerra! Mai più la guerra!» (2 settembre,
4.340 retweet) ha contato quanto un discorso alle Nazioni Unite, durante la crisi siriana. Che
differenza con il predecessore! Dal papa tedesco, anche via social network, i cattolici ricevevano
un’incessante lezione di teologia. Dal papa argentino sentono di ottenere stimoli, comprensione e
rassicurazione. Ho scritto qualche giorno (per lettori di lingua inglese): «All you need is love : se
Francesco un giorno citasse John Lennon, non stupitevi».
L’aria nuova, bisogna dire, l’hanno fiutata prima i parroci dei vescovi. Nelle parrocchie — dove la
frequenza alle messe domenicali è scesa sotto il 30% della popolazione — l’hanno capito in fretta:
il nuovo Pontefice riesce a motivare i credenti e provoca il rispetto dei non credenti. Alcuni, per
questione di età e cultura, vengono raggiunti con mezzi tradizionali (dall’associazionismo cattolico
a Eugenio Scalfari). Per altri occorrono mezzi nuovi: le pecore si possono ritrovare anche con lo
scooter, se sono smarrite. Avessero conosciuto il motore a scoppio, gli Evangelisti sarebbero stati
d’accordo.
Papa Francesco sa usare Twitter (uno smartphone, la televisione) perché non ne ha paura. Ha capito
che sono strumenti. Siamo noi a decidere cosa farne, e possiamo farne — tutti, da Papa Francesco
all’ultimo di noi follower — cose ottime; oppure utilizzarli per fare del male e combinare guai. La
Chiesa ha sempre temuto le novità, in tutti i campi, e spesso si è trovata a rincorrere. È vero: non
tutto ciò che è nuovo è buono. E non tutto ciò che è buono è nuovo. Ma molte volte è così.
Il Pontefice non è l’unico, ai vertici della Chiesa cattolica, ad aver capito questo. Anche Gianfranco
Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, usa Twitter con efficacia. «Sacerdote
& Cardinale» recita il suo profilo. Il tweet più recente, datato 25 ottobre: «Non ho mai visto un
fanatico religioso avere senso dell’umorismo. Né una persona con senso dell’umorismo diventare
un fanatico. (Amos Oz)”». @CardRavasi ha solo 56mila follower in italiano e 6mila in inglese: se si
mantiene su questi standard, merita di più.
Appartengono alla Chiesa cattolica oltre un miliardo di persone, circa la metà dei cristiani del
mondo. C’è ancora molto da twittare, da rincuorare e da rincorrere, caro @Pontifex.
Beppe Severgnini - Corsera
 
Generale
postato da  Claudio Maffei alle  19:10 | commenti presenti [0]


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