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28 Mar 2007
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SSSSSSS LUNGA

Hanno aperto una nuova SSSSSSSS lunga vicino a casa mia.
Vivo a Milano in un quartiere costellato di ex fabbriche che è diventato di moda.
Anzi ora che, dopo trent’anni di auge la moda di Milano sta tramontando, ci faranno pure la città della moda.
Si sussurra da tempo che sarà nella vecchia Ansaldo.
E’ stata una gara negli ultimi anni a chi ristrutturava meglio.
La Riva & Calzoni e diventata un museo della fondazione Arnaldo Pomodoro.
La ex Ferrochina Bisleri ospita agenzie di pubblicità.
E tanti atelier d’avaguardia hanno voluto qui le show room.
La ex fabbrica del surrogato di caffe Frank ospita Armani che si si è fatto fare il teatro da Tadao Ando.
I grandi fotografi lavorano al Superstudio nelle ex botteghe artigiane.
Architetti e designer si sono affollati a trasformare in loft gli spazi industriali e riqualificare le bellissime case popolari di Via Solari.
La Slunga è arrivata qui con il suo scatolone standard per le periferie delle città e mi ha lasciato la bocca amara.
Ci sono andato stasera all’imbrunire per vedere la novità.
Nel parcheggio regolava il traffico un gruppo di ragazzi immigrati, tutti belli e gentilissimi (devono avere fatto un casting).
Tutto pulitissimo ed illuminato, due piani! Salgo le slunghissime rampe per salire al primo piano e trovo gastronomia… e pescheria... e basta …
Ma come, qui c’era la possibilità di sperimentare, di cambiare!
Questo è un quartiere vivissimo e ricco, non siamo a Quarto Oggiaro (senza offesa ai quartoggiaresi).
Potevano dire all’architetto che questo punto vendita era in città! Potevano almeno evitare le finestre di alluminio.
E con tutto questo spazio cosa dire dell’eterna mancanza di sedie o panchine !
E dove è il bar o il ristorante o almeno la caffetteria, che ormai in tutti i paesi civili ospita i clienti che fanno una pausa.
Neanche uno specchio per guardarsi, come ci svelò Paco Underhill nella sua famosa analisi dei punti vendita!
Io mi aspettavo l’innovazione da nonno Caprotti.
Negli anni sessanta ci aveva stupito con la sua lungimiranza.
Primo fra tutti, nei settanta aveva pesantemente investito nell’informatica.
Negli anni ottanta, primo al mondo, sperimentava gli scanner ottici in viale Cassala a un paio di chilometri da qui.
Fu anche il primo ad introdurre e proteggere i prodotti tipici, con le famose settimane regionali e tantissimi prodotti di prestigio.
Tutto dimenticato nella logica opportunistica del category management.
Negli USA tutti invidiano e cercano di copiare, il successo mostruoso della qualità e degli assortimenti di Whole Food Market.
Le abitazioni che stanno nei paraggi aumentano addirittura di valore.
Ma noi chi aspettiamo? Che arrivi Tesco con i suoi the del pomeriggio?
Stiamo aspettando Wal Mart con i suoi sacchettoni da due libbre di patatine fritte?
Per me il signor Caprotti, quello che ha costruito il primo distributore moderno italiano, questo posto non l’ha neanche visto.
E’ solo uno dei tanti Zuper che la sua azienda apre qua e là.
Almeno così mi piace pensare.
Speriamo che arrivi una nuova generazione di imprenditori e di manager con le palle.
Anzi no, spero che arrivi una generazione di manager e imprenditori di sesso femminile, forse è l’ultima speranza di cambiare veramente qualcosa.
 
Generale
postato da  Marcello Cividini alle  15:41 | commenti presenti [1]


COMMENTO BLOG


postato da   Claudio Maffei 28 Mar 2007 alle 16:01
Grazie Marcello per il contributo, come sempre arguto e intelligente. Anch'io resto sconvolto spesso davanti al piattume che ci circonda. Tom Peters dice:"O dirigi, o segui, o...esci dal seminato". Nel senso che si può essere leader o gregari o, meglio ancora, cercare strade nuove. Ma forse basterebbe andare in giro a fare benchmarketing! Si, speriamo nelle donne!
 




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