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3 Dic 2007
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La leadership è diventata dolce
Ragazzi di oggi e leader di domani.. c’è una buona notizia: la leadership è diventata “dolce” !
I modelli autoritari, la manipolazione, l’arroganza, l’arrivismo, i prepotenti.. ormai sono fuori moda, superati, obsoleti.
In ogni scuola, in ogni libro di management, in ogni istituzione, il modello riconosciuto è quello di una nuova figura di manager e leader, sicuramente più evoluta, anche se ancora “rara” da incontrare negli uffici delle aziende.
Umanità, empatia, ascolto sono le qualità oggi più apprezzate e riconosciute come vincenti, fino a spingersi all’ “amore” considerato come l’arma più forte anche nel contesto lavorativo (vedi il recente testo: “L’amore è la killer App!” di Tim Sander, chief solutions officer di Yahoo!).
Strano vero?
Però è così: competenze e conoscenze sono e rimangono importanti, ma ciò che fa la differenza sono, e saranno sempre più, le qualità umane della persona: il resto è in qualche modo sostituibile o “automatizzabile”: sentimenti e valori invece rimangono esclusiva del singolo e ne costituiscono a pieno titolo la personalità unica e originale.

Ai giovani che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro ecco allora 7 consigli utili per essere leader fin da subito:
• essere se stessi: meglio un autentico indeciso che un falso sicuro di sé, meglio un sincero “non lo so” che una falsa ostentazione di conoscenza presto smascherabile, meglio esprimere una reale preferenza piuttosto che un generico “mi piace tutto” per essere certi di non contraddire un superiore. Quando siete voi stessi in qualche modo la vostra autenticità e umanità raggiunge gli altri e le lacune, se ci sono, potranno facilmente essere perdonate. Quando siete voi stessi siete in realtà al massimo del vostro potenziale!
• essere umili: non significa essere sottomessi, ma semplicemente essere consci dei propri limiti e non avere paura di mostrarli, anzi fare leva su di essi per essere disponibili e aperti ai consigli, per non temere di chiedere aiuto ai propri referenti e responsabili. Tutti, un giorno, abbiamo iniziato e tutti all’inizio abbiamo commesso errori e non sapevamo muoverci. Umiltà significa rispetto ed è segno di grande maturità
• essere curiosi: non guardate solo al vostro lavoro, la curiosità di conoscere quello che accade intorno, nel resto dell’azienda e fuori dall’azienda; conoscere le aziende prima ancora di contattarle, capire cosa producono che servizi offrono, chi sono i clienti, il mercato.. curiosità è segno di un’intelligenza fresca e viva. Internet è un ottimo mezzo per conoscere e curiosare. Ma anche curiosi e voraci di letture, curiosi delle persone che vi circondano, delle culture diverse dalla vostra…
• condividere la conoscenza: all’inizio sarete riconoscenti verso chi sarà disposto a condividere con voi la propria conoscenza, maturata con anni di esperienza. Imparate fin da subito a condividere la vostra con lo stagista arrivato dopo di voi: c’è ancora chi crede che trattenere le informazioni sia un trucco per restare indispensabili all’azienda, per non “farsi rubare” i meriti, ma in realtà chi non condivide finisce isolato e presto inutile.
• essere responsabili: non è necessaria nessuna carica aziendale per essere responsabili. Potete essere responsabili del vostro lavoro dal primo giorno imputando a voi stessi e non agli altri (colleghi, capi, azienda, clienti) i vostri risultati, quelli del vostro reparto e anche quelli dell’azienda. Assumersi la responsabilità di un errore, di una decisione, di una proposta di miglioramento, di far funzionare meglio le cose, di capire e di agire. Questo significa anche accettare le critiche e sbagliare, ma sempre presuppone un atteggiamento attivo. Le persone che si “muovono” sono responsabili!
• coltivare relazioni positive: gli altri sono la cosa più importante! Coltivate relazioni positive con colleghi clienti e superiori: vi aiuterà sempre nel vostro lavoro. Questo non significa “arruffianarsi” il capo, significa piuttosto tenere in alta considerazione gli altri, essere disposti ad aiutare il collega anche se questo non è a vostro diretto vantaggio nel conseguimento degli obiettivi, significa essere aperti all’ascolto e alla comprensione delle difficoltà altrui, anche quelle dei propri superiori.. e ne hanno sempre tante!
• sviluppare la crescita personale: avete studiato fino adesso e solo ora forse incomincia la vostra crescita personale: non sarà più aula, non saranno più esami scolastici, ma sicuramente saranno libri, corsi, esperienze. L’obiettivo è quello di conoscersi sempre meglio per realizzare la vostra professionalità e personalità in un lavoro che vi assomigli, che sia in linea con le vostre aspirazioni ed i vostri valori, che vi consenta di esprimere al meglio i vostri magici talenti, quali essi siano!

Il nuovo modello di leadership dolce, affermato in tutte le aule di management, deve tuttavia ancora diffondersi nelle situazioni lavorative e questo è un vostro compito! Non sarà facile: dovrete convivere con qualche manager della vecchia guardia e toccherà a voi dare l’esempio positivo.
E allora, cari nuovi manager e nuove leader, il futuro è vostro, rendetelo migliore!
managerzen

 
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postato da  claudio maffei alle  22:07 | commenti presenti [2]


COMMENTO BLOG


postato da   eleonora terrile 4 Dic 2007 alle 11:29
Ben vengano articoli come il tuo, Claudio.
Mi ha subito fatto venire in mente una frase pronunciata da "un certo"
Ghandi, che di leadership dolce e non violenta se ne intendeva:
"Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo".



 




postato da   IRIS 4 Dic 2007 alle 16:36
L empatia, l amore,l umiltà e il saper ascoltare sono delle doti
a volte ,si, anche naturali.
Ma penso anche che un albero per crescere bene va coltivatoe seguito
da piccolo per poter poi ,da grande fiorire
e dare buoni frutti.E così le stade della vita si apriranno.

grazie per i consigli, gratutiti e a suon di poesia le dico
la ragione
e la sapienza
l amore
e l umiltà
bagnano lentamente,l arida terra
e di nuovo germoglierà.
buonasera da IRIS
 




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